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La bermudagrass nei nostri campi Pro

Nel vedere tale foto, con una raccolta dei più prestigiosi campi sportivi professionisti di serie A

che abbiamo nel nostro patrimonio calcistico, i quali sono dislocati per la maggiore nel Nord Italia

e poi i restanti nel Centro Sud, possiamo notare che le tonalità di verde differiscono tutte l’una dall’altra.

Vuoi dalla qualità della fotografia, dal periodo stagionale fatta, dalla posizione pedoclimatica del campo stesso,

o ancora dal tipo di concimazione effettuate, sta di fatto che non troveremo una tonalità del verde uno uguale a quell’altra,

eppure le principali varietà utilizzate in questi 17 sono principalmente 3, divise tra cool season e warm season:

lolium perenne e/o multiflorum,

poa pratensis per le prime

e cynodon dactylon (o bermuda termine USA) selezionate e  migliorate che troviamo da seme e/o in forma vegetativa per le seconde.

Spesse volte le bermudagrass le troviamo in consociazione tra loro soprattutto al Centro/Nord, per evitare l’effetto giallo della dormienza invernale,

che comunque tiene saldo il terreno con la sua struttura tridimensionale delle sue radici costituita da stoloni e rizomi,

reso di colore verde dalle trasemine autunnali dei loietti (meglio se multiflorumin quanto meno competitivi al risveglio primaverile  della varietà sottostante).

 

Detto ciò vorrei precisare da ricerca da noi fatta, possiamo notare che le bermudagrass, stanno iniziando

a colonizzare, grazie al lavoro di agronomi e consulenti, anche luoghi dove fino a poco tempo fa era

impensabile trovare una macroterma ; sto parlando di Brescia Bologna persino Ferrara e Reggio Emilia dove oltre

ad avere climi con inverni rigidi, in alcuni casi sono anche umidi. Al Centro/Sud è inevitabile la presenza della bermuda.

E’ vero abbiamo in alcuni casi l’ausilio della tecnologia, come impianti di riscaldamento, luci di fotosintesi e /o enormi ventole,

ma pur sempre stiamo parlando di specie quelle delle cynodon dactylon, nelle sue diverse cultivar e metodi di installazione ,

le quali hanno un range di temperatura ideale che oscilla da 10°C a 37°C.

cui il settore sportivo sta scoprendo le loro caratteristiche e quindi vantaggi principali:

  • bassa e più facili manutenzioni,
  • costi ridotti sia idrici che di concimazione,
  • ma soprattutto sono piante che al momento, non hanno parassiti crittogamici e virali competitori in modo significativo , così da evitare gli ormai aboliti antiparassitari e/0 fitofarmaci

 

Tale scelta delle macroterme è dovuta molto probabilmente dal fatto che le temperature a livello globale si stanno innalzando, tale da indurre Paesi che fino ad ieri erano considerati continentali, e che ora ci ritroviamo con climi più miti, nel considerare l’utilità di tali specie di clima caldo, in quanto oltre le cynodon abbiamo le paspalum vaginatum utilizzate molto nello sport in EUA, per la sua grande resistenza alla  salinità e al caldo e le zoysia che hanno un grande valore ornamentale e paesaggistico, sia per la sua bellezza che per la sua adattabilità in ambienti freddi e ombrosi.

 

Ma il motivo vero per tale tendenza verso le macroterme (warm season, C4, erba di clima caldo) sono le ricerche che soprattutto in Med USA ( in Italia supportate molto attivamente da diverse Università in principal modo quella di Pisa a cominciare dall’anno 2000) hanno effettuato da più di 60 anni, da quando è entrata nel mercato la prima varietà ibrida selezionata tra cynodon dactylon (indiana) & cynodon transvalensis (africana) dando quel prodotto adattabile, versatile, conforme e soprattutto di facile installazione con la stolonizzazione, che prese il nome di tifway-419. Possiamo dire che l’era della macroterma in zone climatiche più fredde quasi continentali, utilizzate sia per uso ornamentale che sportivo ha avuto inizio proprio dalla tifway-419 resasi  nota per le sue determinanti caratteristiche:

Una volta che si è individuato tale percorso, gli studi e le ricerche hanno continuato  sempre più nel migliorare tali varietà di warm season (come d’altronde succede per i loietti con ben oltre 1000 cultivar selezionate e aggiunte nel mercato soprattutto dai Paesi del Nord Europa),  sia da seme ma soprattutto per uso sportivo quelle ibride, quindi con inserimento per via vegetativa e che  troviamo nel mercato internazionale ed alcune di esse in Italia con i loro nomi nativi:

  • celebration, patriot, latitude 36, tifsport, ultra dwarf…quelle ibride, riviera, princess77, monaco, saharaII quelle da seme     per le bermudagrass
  • seasle 2000/1, platinum quelle ibride, seaspray, dinasty quelle da seme                                                                                               per le paspalum vaginatum
  • zeon e innovation                                                                                                                                                                                                 per le zoysia

 

Tutto ciò è reso pubblico in modo trasparente https://www.ntep.org/information.htm con le sue classifiche costantemente aggiornate sui comportamenti non solo delle bermudagrass, nelle varie posizioni pedoclimatiche.